Corsi di lingua italiana per immigrati

Sono cominciati, anche per quest’anno scolastico, i corsi di lingua e cultura italiana per donne immigrate. Grazie al contributo dell’8×1000 della Chiesa Valdese, che ha finanziato il progetto “Le Lingue delle emozioni”,  i corsi attivati finora sono quattro, così organizzati:

  • Brivio: il lunedì e il giovedì dalle 9.30 alle 11.00 presso l’aula sopra la biblioteca;
  • Cernusco L.: il martedì e il giovedì dalle 9.30 alle 11.00 presso la biblioteca;
  • Lomagna: il martedì e il giovedì dalle 14.15 alle 15.45 presso la sede dall’associazione Ale G.;
  • Missaglia: il martedì e il giovedì dalle 13.45 alle 15.45 presso la scuola secondaria di I grado.

Per tutti i corsi è previsto l’accudimento dei bambini piccoli grazie alla presenza di volontari.

I corsi sono gratuiti.


All’interno dei corsi vengono previsti:
– dei momenti informativi con la presenza di esperti che tratteranno le seguenti tematiche:

    • illustrazione facilitata e semplificata delle norme italiane in materia di abusi e violenze a cura delle Associazioni “L’altra Metà del Cielo” con sede a Merate e/o “Non è Colpa di Pandora” con sede a Casatenovo;
    • confronto e informazioni sull’accudimento e la cura della persona, con una particolare attenzione alla prima infanzia, con la presenza di un’ostetrica e di una puericultrice;
    • fornitura di strumenti per l’accesso al mercato del lavoro (compilazione del Curriculum Vitae, accesso alle banche dati informatiche per la ricerca del lavoro) e di informazioni sulle norme dello Statuto dei lavoratori, a cura di un rappresentante sindacale e di un esperto informatico.

– dei laboratori di Arte terapia.

  • La proposta di un percorso di Arte Terapia nasce dall’esigenza di offrire a donne di diversa nazionalità, cultura e scolarizzazione, uno spazio e un tempo protetto nel quale poter esternalizzare il proprio vissuto attraverso una modalità non verbale. Uno spazio dove sia possibile presentarsi, condividere emozioni e dove ognuna trovi la propria personale modalità di espressione per raccontarsi alle altre, per portare esperienze e ricordi del proprio paese di origine, uno spazio in cui il linguaggio prevalente sia quello delle emozioni.

– dei laboratori sulla Narrazione di Sé.

  • Quando un emigrante giunge in terra straniera le coordinate che abitualmente utilizza per muoversi all’interno di una data realtà fatta di parole, gesti e sguardi comuni, vengono improvvisamente a mancare. Ci vuole tempo per rendere un mondo nuovo parte di sé, per fare propria una quotidianità e un contesto prima sconosciuti. Ma perché questo avvenga, e avvenga senza lacerazioni e perdita d’identità, è necessario che l’emigrante superi la tentazione di cancellare ciò che è stato prima dell’evento migratorio. E’ attraverso il racconto delle propria esperienza di emigrazione e di adattamento alla nuova realtà del paese di accoglienza che gli emigranti possono mettersi in gioco e cercare di costruire nuove relazioni personali e sociali. Per agevolare questo processo si è pensato di organizzare dei laboratori, all’interno dei quali poter raccontare la propria esperienza di migrazione attraverso supporti di tipo multimediale, ovvero la visione di frammenti di film a tema  grazie ai quali prendere spunto per la propria esperienza di narrazione.